CAMPIONI - Il primo reality sul Calcio

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17:44 - L'EDITORIALE

Un esperimento come "Campioni il sogno" non lo si programma, ma lo si vive, cambiando rotta ogni volta il vento lo imponga.

Oggi, a poco più di un anno dall'inizio del primo Reality dedicato al mondo del calcio, è tempo di ripensare alla rotta intrapresa per arrivarvi.

Voltiamoci indietro, per meglio capire: l'idea di proporre un Format che avesse come soggetto il calcio e le dinamiche legate a questo sport, già da qualche anno innescava la curiosità e le ambizioni dei dirigenti RTI Mediaset; appena le condizioni inerenti i palinsesti ed il budget necessario, lo hanno reso possibile, l'idea si è concretizzata e Cervia è stata scelta come destinazione ideale.

Stiamo parlando di una produzione interamente realizzata da RTI, replicata per due stagioni e soprattutto senza poter attingere da pregresse esperienze analoghe, proprio perché nessuno si era mai misurato con un'impresa di questo tipo. Non vi è quindi alcuna pubblicistica inerente Format simili, dalla quale poter attingere; per questo la carica innovativa del programma, ne ha fatto un "laboratorio di sperimentazione" e  Italia1, la rete del gruppo Mediaset rivolta alle fasce di pubblico giovanile, ne ha colto ed apprezzato il sapore della sfida.

Una sfida non solo per i mezzi necessari e le difficoltà oggettive, ma anche nel rinnovato rapporto con gli indici di ascolto: la passata stagione, infatti, dai vertici aziendali di Italia1, il messaggio è stato chiaro sin dal principio:"Campioni il sogno" sarebbe proseguito comunque, indipendentemente dalle eventuali flessioni di ascolti, preventivabili in un Reality di questa durata.

Un ribaltamento, quindi, della concezione dominante della ricerca sistematica dell'audience; si è cercato di sganciare la sperimentazione televisiva dalla rigida logica del gradimento di breve periodo.

La linea seguita dai dirigenti di rete, non è mutata neppure in questa seconda edizione di "Campioni il sogno", sebbene siano cambiati altri aspetti rilevanti, nella struttura del programma.

Come noto il Format originale, si prefiggeva lo scopo di gettare luce su dinamiche più ampie inerenti la vita dei protagonisti. Un Reality realizzato tramite telecamere presenti nelle varie "locations" in grado, complessivamente, di monitorare per 24 ore la vita e le interazioni, degli atleti: calcio, ma non solo. Si è cercato, infatti, di raccontare storie, o meglio, di far raccontare storie a coloro che le vivevano, e tramite i loro comportamenti cogliere una realtà spontanea. Telecamere pronte a riprodurre sogni, speranze, delusioni, gioie e stati d'animo, dentro e fuori dal campo di calcio.

Sociologicamente parlando, si è trattato di un progetto ambizioso, consapevole che la componente "tempo" avrebbe agevolato la missione, ovvero la convinzione che durante un periodo lungo dieci mesi, un gruppo attentamente selezionato, potesse regalare al pubblico argomenti di riflessione interessanti, e situazioni nelle quali risultasse facile e spontaneo il processo di identificazione.

A questo aspetto è stato abbinato un profilo sportivo di alto livello: la squadra allenata da Ciccio Graziani ha intrapreso una stagione da protagonista, vincendo il campionato di Eccellenza e appagando gli interessi del pubblico maggiormente fidelizzato all'aspetto sportivo.

A produzione terminata, la pausa estiva è stata impiegata per ripensare il programma, e apportarvi alcuni correttivi sostanziali: nella seconda edizione di "Campioni il sogno" l'ampiezza iniziale del progetto è stata circoscritta; gli autori elaborano un prodotto prevalentemente tecnico e legato quasi esclusivamente al fattore sportivo.

Si è preferito, quindi, relazionarsi meno fedelmente al Format originale, concentrandosi sulla rappresentazione sportiva, dove le dinamiche sociali, e la vita dei ragazzi fuori dallo stadio, non sono più prioritarie.

Sono cambiati intenti, mezzi e quindi forma, per questo parlare oggi di Reality, è probabilmente inadeguato, non rendendo fede all'attuale impostazione assunta.

In questa prospettiva, pianificata nel periodo estivo, le scelte tecniche suggerite da Ciccio Graziani ai fini della composizione della squadra, hanno ovviamente assunto maggior rilievo. Sono stati selezionati soggetti che avessero qualità atletiche e calcistiche, prima ancora che televisive. Di conseguenza tutto il materiale registrato sul campo da calcio e negli spogliatoi, rappresentano lo scopo del racconto ricoprendo un ruolo di assoluta importanza.

Di certo non tutto ciò che la passata stagione è stato proposto con successo, verrà rimosso: presto il Vodafone Cervia inizierà nuovamente il ciclo delle amichevoli disputate con grandi club professionistici di serie A. Un percorso che vedrà la squadra attraversare l'Italia, con lo scopo di innescare lo stesso volano di entusiasmo ed interesse, già riscontrato nella passata stagione.

Inoltre non è da escludere che possa essere introdotto nuovamente il meccanismo delle "sfide" interne alla squadra, favorendo così un rimodellamento della rosa attuale, ed inserendo soggetti più interessanti tecnicamente e televisivamente.

L'intero progetto "Campioni il sogno" realizzato negli ultimi 15 mesi, testimonia una circolazione delle idee continuamente in movimento, volta alla ricerca del gradimento.

Italia1 non rinuncia alla sfida, impresa coraggiosa e difficile, ma come si sa vento e onde sono sempre dalla parte dei navigatori più abili.
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